Recensioni

PAVEMENT 25.05.2010, Bologna, Estragon

Salgono sul palco dell’Estragon i PAVEMENT, acclamata band anni ’90 che trovò un lunsinghiero successo internazionale per aver saputo esprimere, in modo davvero realistico, sincero e autentico, le smanie sonoro-mentali dei ventenni di quel decennio. Portavano sul palco, ma esprimevano anche nei testi e nelle sonorità, un atteggiamento mentale e culturale, tipico dei ragazzi di quel periodo. E lo facevano con una trascinante ed encomiabile genuinità artistica.

ULTRAVOX 14.04.2010, Nonantola, Vox Club

NONANTOLA.  Ieri sera a Nonantola la band di Midge Ure e soci ha incantato il pubblico con un tripudio di elettro-pop e romanticismi elettronici. Il Vox era gremito e il pubblico non ha risparmiato gli applausi. Se nel 2010 si assiste ancora a un concerto degli Ultravox non si può che uscirne rinfrancati: rivederli oggi, infatti, a vent’anni dall’apice del loro successo, è un segno che le ombre di quel futuro buio dominato dalla tecnologia, che la band descriveva negli anni ’80,  sono state scacciate.

Simple Minds 03.07.2009, Milano, Arena Civica

Per i 30 anni di carriera la band sceglie la formula del recital, prevedibile ma gioioso, e presenta anche brani del nuovo “Graffiti Soul” Dobbiamo fare uno sforzo: essere obiettivi. E per noi di Geophonìe, trattandosi dei Simple Minds, la cosa risulta difficile. Non possiamo negare un affetto profondo verso Jim Kerr e soci, lo nutriamo da anni: precisamente da quella sera del 7 luglio 1983, quando la band approdò a Taranto, la nostra città, e ci regalò una serata che è rimasta scolpita nel ricordo collettivo, un pezzo di storia della musica a Taranto, ma anche un pezzo della “nostra” storia personale.

David Byrne 22.04.2009, Modena, Teatro Comunale

Tripudio al Teatro Pavarotti di Modena per la magistrale performance del leader dei Talking Heads,’ futurista’ degli anni ’80 e interprete ancora evoluto nel nostro presente.

Sarà pur vero che tra i modelli della nuova società globalizzata non ci sono più le rockstar. Che la loro perdita di carisma e capacità comunicativa ha sdoganato ogni sorta di espressione sonora (sino ad annullarle tutte). Che il pubblico, assuefatto alla promiscuità – anche qualitativa – si è abituato a ciondolare con indifferenza da un evento all’altro senza più dare troppo peso ai differenti valori artistici in campo: ma quando accade di imbattersi, anche per puro caso, in uno spettacolo come quello che David Byrne ha messo in scena sul palco del Teatro Pavarotti di Modena, è inevitabile rinsavire dall’ubriacatura consumistica di offerta musicale che ha saziato ogni nostra curiosità e reso i nostri neuroni resistenti a quasi ogni tipo di sollecitazione (quasi).

Brainville 3, 05.04.2008, Taranto, Nautilus

Daevid Allen, classe 1938, militante di lusso di quel radical-progressive che lo rese celebre fondatore di formazioni rock leggendarie degli anni 70 come i SOFT MACHINE e i GONG, è ancora in attività e gira il mondo con Hugh Hopper e Chris Cutler con i quali ha formato i BRAINVILLE 3, ennesima mutazione genetica di una carriera quarantennale perennemente condotta oltre gli schemi dell’arte musicale ortodossa.

Jefferson Starship 15.07.2005, Salò

Le recensioni sono difficili da stilare quando c’è di mezzo il cuore. E per chi non ha mai visto, prima di quest’estate, un’esibizione degli antichi Jefferson Airplane, perseguire l’obiettività diviene impresa ancor più ardua.

Patti Smith 30.06.2005, Modena, Music Village

La performance di Patti ha avuto un’entrata intellettuale, di fronte a un pubblico ordinatamente seduto e attento. La Smith ha esordito con brani lenti e profondi, tipici del suo personalissimo stile cantautorale (“Beneath The Southern Cross” , “Wing”, tratti dallo splendido “Gone Again” del 1996), ma al quarto brano ha cambiato improvvisamente marcia e invitando il pubblico ad alzarsi ha scatenato il suo rock viscerale con “Free Money”, tratto dal mitico “Horses” del 1976. E’ stato il tripudio immediato. La serata ha avuto la sua irreversibile svolta e nessuno ha più avuto la forza di sedersi.

Deep Purple 04.06.2003, Bologna, Made in BO

Sul palco del Made in Bo salgono i Deep Purple, di fronte a un pubblico non numeroso e composto per lo più da “reduci e combattenti”. In verità sembra più nutrito il gruppo dei reduci, piuttosto che quello dei combattenti. I giovani, infatti, quelli sotto i trent’anni, si contano sulla punta delle dita e in fondo è giusto così.

Sarah Jane Morris 29.07.2003, Modena, Giardino Ducale Estense.  30.07.2003, Carpi, Piazzale Re Astolfo

Estroversa, generosa, prima di eseguire le nuove composizioni ha spesso illustrato i contenuti del disco (per la prima volta scritto interamente da lei) e dedicato alle donne e all’universo femminile da cui ha tratto la sua ispirazione nel corso della sua carriera. Disco che comunque, per quanto eccellente sia, non regge al confronto con l’impatto live della cantante, di fronte al quale ogni lavoro in studio appare inevitabilmente più statico e soft.

SOFT CELL 19.02.2003, Nonantola (Modena), Vox Club

Lo stupore è grande non appena Marc Aldmond apre il concerto con “Memorabilia”, il primo brano del gruppo. Dave Ball è immobile dietro tastiere, sintetizzatori e batterie elettroniche; Marc è al centro del palco, felice, rassicurante e radioso, mentre canta e balla esattamente come vent’anni fa.

Roger Waters 10.05.2002,  Assago (Mi), Filaforum

Non sono stati pochi quelli che inizialmente hanno storto il naso durante il concerto milanese di Roger Waters, ma col senno di poi avranno senz’altro riconosciuto di non aver compreso pienamente la performance. Siamo abituati a vedere i Pink Floyd calati in un palco gigantesco, dove i singoli musicisti quasi scompaiono. Nei concerti dei Pink Floyd sembra quasi che sia una macchina a suonare, in una perfezione fredda e irreale. Anche i brani sembrano perdere la propria individualità, assomigliando ad un’unica sinfonia divisa in varie parti.